Qual è l’unico modo per far sì che una persona faccia ciò che vogliamo?

Potremmo costringerla con modalità poco piacevoli, certamente.

Potremmo pagarla.

Oppure potremmo privarla di qualcosa che possiede.

Potremmo fare tutte queste cose, ma in ognuno di questi casi il nostro interlocutore non vorrà realmente fare ciò che gli chiediamo.

Se ci riflettiamo infatti, esiste un solo modo per portare qualcuno a fare qualcosa:

far sì che lo voglia davvero. 

fare in modo che il nostro interlocutore desideri realmente fare ciò che gli chiediamo.

Da qui nasce un’altra domanda: cosa vogliono le persone?

Ognuno di noi, infatti, desidera una cosa in particolare.

Quella che Freud definiva il principale fattore di motivazione dell’essere umano.

È il motivo per cui vogliamo guadagnare di più, salire nella gerarchia aziendale, assumere ruoli di rilievo nella società o nella politica.

È il motivo per cui desideriamo diventare calciatori, attori o persone famose.

È il motivo per cui aspiriamo a case più grandi, auto costose e oggetti di lusso che, in fondo, non ci sono realmente necessari.

Alla base di tutto questo c’è un desiderio comune:

sentirci importanti.

Essere riconosciuti, essere apprezzati e, anche solo per un istante, sentirci grandi.

Questo è ciò che ha spinto molti dei più grandi personaggi della storia a raggiungere risultati straordinari:
il desiderio, più di chiunque altro, di sentirsi importanti e di essere riconosciuti per questo.

Come possiamo, allora, dare agli altri ciò che vogliono?

Ovviamente non possiamo offrire un aumento ogni volta che vogliamo motivare un collaboratore, né promuoverlo a un ruolo superiore per ogni responsabilità che si assume (che risulterebbe addirittura controproducente).

Ma ognuno di noi ha la possibilità di soddisfare questo desiderio profondo, utilizzando una risorsa illimitata e disponibile in ogni momento:

l’apprezzamento.

Il riconoscimento di un gesto, un’azione o un risultato che la persona ha compiuto e che abbiamo osservato.

Non si tratta di una lusinga, ossia, “dire ciò che l’altro vuole sentirsi dire”, ma di un apprezzamento sincero e genuino verso ciò che realmente stimiamo e riconosciamo in quella persona, in quel preciso momento.

Riconoscere ciò che le persone fanno bene e ciò che apprezziamo di loro, oltre a soddisfare questo bisogno profondo, è uno dei modi più efficaci per costruire relazioni solide e incentivare la ripetizione dei comportamenti positivi osservati.

Gli studi dimostrano quanto questa pratica sia più efficace di un incentivo economico nel motivare le persone sul lavoro.

Una ricerca di Gallup del 2022 evidenzia, inoltre, che le persone che si sentono riconosciute nel proprio contesto lavorativo hanno il 56% di probabilità in meno di cercare nuove opportunità lavorative.

Ricordati quindi di offrire apprezzamenti sinceri e autentici per valorizzare ciò che vuoi promuovere nei tuoi colleghi, nei collaboratori e, perché no, superiori.

E vedrai che, come per magia, verranno ripetuti.

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