NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO PRIVACY

NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO PRIVACY

In data 25 maggio 2016 è entrato in vigore il Nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy (Reg. UE 2016/679) relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati.

Dal 25 maggio 2018 il nuovo regolamento abrogherà la direttiva madre nazionale sulla privacy (Direttiva 95/46/CE); da tale data dunque tutte le organizzazioni avranno l’obbligo di adempiere alle prescrizioni contenute nel Regolamento.

Le finalità principali del nuovo Regolamento Europeo sono quelle di garantire:

  • una maggiore protezione dei dati, anche alla luce delle sempre nuove tecnologie digitali utilizzate per il loro trattamento e conservazione, e al contempo, semplificando alcune procedure ed evitando una eccessiva burocratizzazione;
  • una maggiore armonizzazione normativa a livello europeo, evitando palesi discrepanze nella gestione dei dati, le quali comportano attualmente un evidente danno e disorientamento per gli utenti.

Le principali novità sono:

  • regolamento basato sulla Responsabilità, Consapevolezza e Capacità di risoluzione del Titolare, del Responsabile e degli incaricati del trattamento, i quali dovranno dimostrare di saper gestire il trattamento dei dati;
  • esecuzione e gestione della Valutazione dei Rischio e la Valutazione dell’impatto;
  • designazione di tutti i Ruoli chiave degli addetti al trattamento dei dati;
  • creazione dei registri di trattamento;
  • figura del Data Protection Officer (DPO), responsabile della protezione dei dati personali;
  • il diritto all’oblio;
  • possibilità di portabilità dei dati;
  • diritto dell’interessato di essere informato su eventuali violazioni
  • consensiinformative più trasparenti, leali e dinamiche;
  • valutazione della sicurezza dei dati in fase di progettazione e gestione solamente dei dati personali necessari;
  • ruolo fondamentale giocato dalla formazione del personale;
  • attenta e rigida gestione della profilazione;
  • garanzie più rigorose per il trattamento dei dati al di fuori dell’UE;
  • possibilità di certificare il processo di gestione della privacy al fine di tutelare l’azienda e le funzioni apicali;
  • aumento notevole delle sanzioni, che potranno arrivare fino al 4% della fatturato mondiale annuale dell’impresa.

Marcatura CE porte tagliafuoco: UNI EN 13241:2016 obbligatoria a partire dal 2 novembre 2017

Marcatura CE porte tagliafuoco: UNI EN 13241:2016 obbligatoria a partire dal 2 novembre 2017

Il 28 ottobre 2016 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la norma europea UNI EN 13241:2016Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali” in sostituzione della norma UNI EN 13241-1:2011.

Tale pubblicazione ha conferito un importante valore legale perché la rende di fatto obbligatoria a partire dal 2 Novembre 2017. Nel periodo transitorio dal 1 Novembre 2016 al 1 Novembre 2017 potevano, indifferentemente, essere immessi sul mercato prodotti marcati ai sensi della vecchia UNI EN 13241-1:2011 oppure della nuova UNI EN 13241:2016, a discrezione del Fabbricante; a partire dunque dal 2 Novembre potranno essere immessi solo prodotti marcati UNI EN 13241:2016.

APPLICABILITÀ

La UNI EN 13241:2016 è la norma di riferimento per l’apposizione della marcatura CE su porte, cancelli e barriere destinati all’installazione in aree frequentate da persone e per i quali il principale uso previsto è l’accesso sicuro di beni e veicoli accompagnati o guidati da persone in aree industriali, commerciali o residenziali.

La norma copre anche le porte commerciali usate soprattutto nei negozi di vendita al dettaglio (serrande o griglie avvolgibili) utilizzate principalmente per l’accesso si persone e non di veicoli o merci.

La norma UNI EN 13241:2016 NON si applica a:

  • Porte pedonali e finestre apribili con caratteristiche di resistenza al fuoco e tenuta ai fumi per cui è di riferimento la UNI EN 16034:2014 Porte pedonali, porte e cancelli industriali, commerciali e finestre apribili – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali – Caratteristiche di resistenza al fuoco e/o controllo del fumo”;
  • Porte automatiche scorrevoli ad uso prevalentemente pedonale per le quali la norma di riferimento è la UNI EN 16361:2016 “Porte pedonali motorizzate – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali – Porte pedonali, diverse da quelle a battente, inizialmente progettate per installazione motorizzata”.

GESTIONE DEI RISCHI SECONDO LE NUOVE NORME ISO 9001:2015 E LA ISO 14001:2015

GESTIONE DEI RISCHI SECONDO LE NUOVE NORME

ISO 9001:2015 E LA ISO 14001:2015

GESTIONE DEL RISCHIO nelle ISO: “EFFETTO DELL’INCERTEZZA SUGLI OBIETTIVI

Il concetto di rischio è sempre stato implicito nella ISO 9001: 2008 e la nuova revisione lo rende più esplicito, sviluppandolo nell’ambito dell’intero Sistema di Gestione.

Il RISK BASED THINKING è qualcosa che tutti noi facciamo automaticamente, spesso inconsciamente (Cultura della prevenzione e del miglioramento). Esso rappresenta un invito a interrogarsi sui possibili ostacoli e relative conseguenze sul business, sui processi, e sull’intera organizzazione.

Nella maggior parte dei casi si tende a considerare il rischio solo in senso negativo, mentre il risk-based thinking può aiutare anche a identificare le opportunità, che possono essere considerate come il lato positivo del rischio.

Il RISCHIO nei requisiti della ISO 9001 e della ISO 14001

  • Requisito 4 (Contesto) – si richiede all’organizzazione di determinare i rischi che possono condizionare la sua capacità di soddisfare gli obiettivi
  • Requisito 5 (Leadership) – si richiede al top management l’impegno nel garantire che quanto richiesto al punto 4 sia perseguito
  • Requisito 6 (Pianificazione) – si richiede all’organizzazione di intraprendere azioni per considerare i rischi e le opportunità
  • Requisito 8 (Attività operative) si richiede all’organizzazione di implementare processi adeguati per gestire rischi e opportunità (anche in fase di post consegna)
  • Requisito 9 (Valutazione delle prestazioni) si richiede all’organizzazione di monitorare, misurare, analizzare e valutare rischi e opportunità
  • Requisito 10 (Miglioramento) si richiede all’organizzazione di migliorare attraverso la gestione del rischio.

A livello operativo, una volta definita apposita procedura che ne renda oggettiva la valutazione, il procedimento per la Gestione del rischio deve individuare gli asset fondamentali dell’azienda, quali:

  • Il Processo (e relativa fase interessata);
  • Il Responsabile incaricato;
  • Il rischio ad essi associato, descrivendolo brevemente e valutandolo come Minaccia ovvero Opportunità;
  • Il livello di rischio, valutato in base all’attività dell’Azienda/Organizzazione.

Per la definizione dei parametri oggettivi, GRAVITÀ (G) e PROBABILITÀ (P), dovrà essere predisposta in specifica procedura una scala di associazione numerica al livello riscontrato.

L’interazione fra i due dati (PxG) produrrà il livello di rischio (R), riconducibile a definiti criteri di valutazione.

Come ultima fase, devono essere definite le contromisure per ridurre i rischi MEDIO/ALTI e portarli ad una condizione di accettabilità, attraverso:

  • L’individuazione delle attività e degli strumenti di controllo già presenti;
  • La pianificazione e l’implementazione di azioni di miglioramento o di nuovi obiettivi da raggiungere;
  • La rivalutazione del Rischio: cd rischio residuo.

E’ importante sottolineare che tale modalità di gestione deve supportare l’imprenditore ad individuare i REALI RISCHI sul business dell’impresa (finanziari, commerciali, infrastruttura, personale, fornitori, ecc.) e mettere in atto tutte quelle azioni necessarie a contenerli.

 

SCONTO INAIL CON MODELLO OT24

SCONTO INAIL CON MODELLO OT24

Anche quest’anno INAIL ha pubblicato il nuovo Modello OT/24, rivolto a tutte le aziende operative da almeno un biennio, che hanno adottato nell’anno 2017 interventi migliorativi per le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa (D.Lgs 81/2008).

I TASSI

La riduzione del tasso è riconosciuta in misura fissa pari al:

APPLICABILITÀ

La riduzione, riconosciuta a tutte le imprese, ha effetto per l’anno 2018 ed è applicata in sede di regolazione del premio assicurativo dovuto per lo stesso anno.

MODALITA’ DI ACCESSO ALLA RIDUZIONE

Per poter accedere alla riduzione è necessario aver effettuato gli interventi indicati nel modello OT 24 (scaricabile sul sito INAIL) tali che la somma dei loro punteggi sia pari/superiore a 100.

Le aziende che, nel corso del 2017, hanno semplicemente curato l’esatto adempimento degli obblighi di legge previsti dal D.Lgs 81/08, pur essendo perfettamente in regola, non hanno la possibilità di richiedere la riduzione del premio INAIL.

Le aziende che hanno investito nella sicurezza del lavoro, elevando il livello di prevenzione ben oltre il minimo di legge, possono richiedere lo sconto (sempre che gli interventi totalizzino un punteggio pari/superiore a 100).

Per le ragioni anzidette occorre valutare bene se effettuare la richiesta in quanto questa comporta la concreta possibilità di essere sottoposti a verifica ispettiva in relazione a quanto dichiarato.

I SISTEMI DI GESTIONE PREMIANTI

Il modello OT 24 evidenzia l’importanza degli interventi di carattere generale mirati all’implementazione o mantenimento di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

I Sistemi di gestione che consentono di ottenere la riduzione del premio annuo INAIL (100 punti) sono:

  • Sistemi di Gestione per la Sicurezza secondo la norma OHSAS 18001, certificati e non certificati;
  • Modello organizzativo e gestionale di cui all’art. 30 del D. Lgs. 81/08 secondo le procedure semplificate di cui al D.M. 13/02/2014;
  • Modelli di Responsabilità Sociale basati sulla UNI ISO 26000:2010, Sistemi di Gestione della SSL, e altri sistemi di gestione (ISO 9001:2015 e ISO 14001:2015).

Altri interventi che contribuiscono all’ottenimento della riduzione del premio annuo INAIL:

  • Sistema di Responsabilità Sociale certificato secondo la norma SA 8000 (70 punti)
  • Procedure per la gestione dei quasi infortuni (C-4)
  • Procedure per la selezione dei fornitori con criteri sulla salute e sicurezza (80 punti)
  • Procedure per la verifica dell’efficacia della formazione in materia di salute e sicurezza (50 punti)

TERMINE DI PRESENTAZIONE

Il modello OT 24 deve essere presentato ad INAIL entro il 28 febbraio 2018 unitamente alla documentazione probante richiesta dall’Istituto.

Il provvedimento di accoglimento o di rigetto della domanda, debitamente motivato, è comunicato al Datore di lavoro con Posta Elettronica Certificata entro 120 giorni dalla data di presentazione della domanda.

 

AVVERTENZA

Ribadiamo che tutti gli interventi devono essere adottati entro il 31/12/2017, pertanto invitiamo le aziende interessate ad attivarsi fin da subito nella loro attuazione.


Le imprese interessate alla realizzazione dei sistemi di gestione indicati, o che intendono conseguire uno degli interventi che permettono la riduzione del premio annuo INAIL, possono contattarci al numero 0364.538077 o scrivendo a info@studioamorini.it.

 

FONDI COMUNITARI A SOSTEGNO DELLE IMPRESE TRENTINE

FONDI COMUNITARI A SOSTEGNO DELLE

IMPRESE TRENTINE

La Giunta provinciale ha messo a disposizione 2 milioni di euro alle piccole e medie imprese del Trentino per finanziare l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale e prevede un sostegno con intensità variabile tra il 40% e il 60% a seconda del punteggio di valutazione ottenuto dal progetto e della configurazione dell’aiuto.

In particolare sono finanziabili servizi di consulenza:

– per innovazione e design di prodotto, innovazione di processo e nelle strategie, anche organizzative;

per tecniche di organizzazione ispirate al principio della qualità;

– per iniziative pilota in campo ambientale;

– per indagini di mercato, piani di marketing e commercio telematico;

– per l’utilizzo di software libero e open source, i formati di dati standard aperti e i protocolli di comunicazione e scambio dati standard aperti;

– per la stipula di contratti di rete;

efficienza e diagnosi energetica;

– servizi di natura strategica per intraprendere percorsi di discontinuità rispetto alla situazione precedente in termini organizzativi, produttivi o di mercato;

qualità dell’impresa.

Spesa ammissibile: minimo € 5.000 – massimo € 400.000

Gli incentivi saranno erogati a spese sostenute in un’unica soluzione.

Presentazione della domanda: le imprese dovranno presentare la domanda all’Agenzia provinciale per l’incentivazione delle attività economiche (APIAE) tramite pec all’indirizzo apiae.contr.finricsvil@pec.provincia.tn.it dal 1° luglio 2017 al 15 ottobre 2017. L’istruttoria sarà completata entro gennaio 2018 con la predisposizione della graduatoria e la concessione degli incentivi. Le aziende dovranno ultimare gli investimenti entro il 31 luglio 2018 con una possibilità di proroga di sei mesi.

Moduli disponibili all’indirizzo: www.apiae.provincia.tn.it

 

I NUOVI REATI DEL D.LGS 231/2001

I NUOVI REATI DEL D.LGS 231/2001

Di seguito le modifiche intercorse tra il 2016 e il 2017 al D.Lgs. 231/2001.

Le recenti modifiche alla disciplina della Corruzione tra privati, ai sensi del Decreto Legislativo 15 marzo 2017, n. 38, entrato in vigore il 14/04/2017, hanno determinato novità all’interno dei Reati societari, inerenti l’art. 25-ter, lettera s-bis):

1 . Modifica del reato della Corruzione tra Privati, attraverso l’inasprimento della sanzione pecuniaria sancita dal D.Lgs. 231/01, che a seguito della norma oscilla tra le 400 e le 600 quote.

  • Sanzione pecuniaria: tra € 103.200,00 e € 929.400,00
  • Sanzione interdittiva: da 3 mesi a 24 mesi

2 . Introduzione del nuovo reato-presupposto di Istigazione alla Corruzione tra Privati, con sanzione pecuniaria determinata fra le 200 e le 400 quote.

  • Sanzione pecuniaria: tra € 51.600,00 e € 619.600,00
  • Sanzione interdittiva: da 3 mesi a 24 mesi

Tra i cambiamenti più incisivi della norma, assoluta novità nel campo dei reati societari, risalta l’applicazione delle sanzioni interdittive previste dall’art.9, comma 2.

Il 18 ottobre 2016 è stato integrato il novero delle fattispecie di reato previsto dal D.Lgs 231/2001 con l’inserimento del reato “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”.

Il reato è stato inserito nell’articolo 25-quinquies, comma 1, lettera a), del D.Lgs 231/2001 tra i delitti contro la personalità individuale.

L’illecito dell’ente è punibile con la sanzione pecuniaria da 400 a 1000 quote.

  • Sanzione pecuniaria: oscilla tra € 103.200,00 e € 1.549.000,00.
  • Sanzione interdittiva: non inferiore a un anno

L’attuale art. 603-bis del codice penale recita – (Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque:

  1. recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori;
  2. utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l’attività di intermediazione di cui al numero 1), sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.

Inoltre nell’anno 2015 sono stati inseriti i seguenti reati:

  • Reato di autoriciclaggio (introdotto nell’art. 25-octies): vengono puniti coloro che occultano proventi derivanti da crimini propri, come ad esempio: l’evasione fiscale, la corruzione e l’appropriazione di beni sociali.
  • Reati contro l’ambiente (integrando dunque l’art. 25-undecies): sono stati inseriti tra i reati ambientali il disastro ambientale, delitti colposi contro l’ambiente, traffico ed abbandono di materiale ad alta radioattività.
  • False comunicazioni sociali (ampliando l’art. 25-ter): Vengono puniti coloro che, al fine di conseguire un ingiusto profitto, consapevolmente espongono fatti materiali non rispondenti al vero riguardanti la redazione di documenti contabili societari; ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene.

 Ai fini dell’efficacia del Modello, in un approccio d’impresa volto a tutelare il patrimonio dell’Ente e ad evitare l’applicazione di sanzioni interdittive che penalizzino l’attività societaria, si rende dunque necessario aggiornare i Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/2001 con i nuovi reati introdotti nel corso degli anni oltre che a seguito di variazioni nella governance, nei processi e nelle procedure/protocolli di riferimento interni.

Corso di formazione: La nuova norma UNI EN ISO 9001:2015

CORSO DI FORMAZIONE

“La nuova norma UNI EN ISO 9001: 2015”

Indicazioni pratiche per le aziende che devono implementare il Sistema di Gestione Qualità

In data 25/05/2017 lo Studio Amorini ha tenuto un corso di formazione della durata di 8 ore presso la sede di Assocamuna a Cividate Camuno sulla nuova norma UNI EN ISO 9001:2015.

Durante l’incontro sono stati toccati i punti fondamentali per l’implementazione del Sistema di Gestione Qualità in conformità ai requisiti del nuovo standard; in particolare:

  • La struttura della nuova norma – HLS
  • Le principali novità da considerare
  • Le informazioni documentate richieste
  • Come eseguire l’analisi del contesto e delle parti interessate (strumenti e metodologie)
  • Come analizzare il rischio: opportunità per la pianificazione e la revisione dei processi
  • Feedback sui principali rilievi degli enti di certificazione

L’approccio del corso è stato di tipo consulenziale allo scopo di fornire strumenti pratici per affrontare i requisiti della nuova norma e favorendo diversi momenti di confronto tra i partecipanti atti a garantire spunti di miglioramento concreti ai sistemi di gestione implementati nelle aziende.

I partecipanti hanno espresso un parere molto positivo sia per quanto riguarda la gestione del corso sia per l’obiettivo prefissato dallo Studio Amorini di fornire un immediato riscontro pratico da applicare presso ciascuna organizzazione.

                 

                                            

 

ISO 9001:2015 e ISO 14001:2015 – CONTESTO e PARTI INTERESSATE

ISO 9001:2015 e ISO 14001:2015

CONTESTO e PARTI INTERESSATE

Tra i nuovi requisiti introdotti dalle versioni 2015 delle Norme vi sono il CONTESTO DELL’ORGANIZZAZIONE e le PARTI INTERESSATE.                                                                                                                                                                           Di seguito trovate i punti Norma ed alcuni esempi pratici per ottemperare ai requisiti richiesti.

 

Definizione di CONTESTO: “combinazione dei fattori interni o esterni e delle condizioni che possono avere effetto sull’approccio di un’organizzazione e sui Prodotti / Servizi da essa erogati.”

 

 

Il P.to 4.1 delle Norme ISO 9001:2015 e 14001:2015 specifica che:                                                                                    L’ organizzazione deve determinare i fattori esterni e interni rilevanti per le sue finalità e indirizzi strategici e che influenzano la sua capacità di conseguire i risultati attesi per il proprio Sistema di Gestione per la Qualità e l’ambiente.

STRUMENTO PER COMPRENDERE IL CONTESTO: ANALISI SWOT

Il P.to 4.2 della Norme ISO 9001:2015 e 14001:2015 specifica che:                                                                                    L’organizzazione deve determinare:                                                                                                                                                a) le Parti Interessate rilevanti per il Sistema di Gestione per la Qualità e l’ambiente;                                                    b) i requisiti di tali Parti Interessate che sono rilevanti per il Sistema di Gestione per la Qualità e l’ambiente;          c) quali di queste esigenze e aspettative diventano suoi obblighi di conformità.

N.B. Le Parti Interessate sono sia Interne che Esterne all’Organizzazione – Esigenze ed aspettative vanno analizzate per entrambe!

ESEMPIO DI APPROCCIO PER COMPRENDERE LE PARTI INTERESSATE ED I LORO REQUISITI

Colazione con l’esperto “Decreto Legge 231/’01: conosci i rischi per la tua impresa?”

Abbiamo il piacere di invitarvi al Seminario GRATUITO Colazione con l’esperto
“Decreto legge 231/2001: Conosci i rischi per la tua impresa?”
Giovedì 08 giugno presso l’Emporio delle Idee.

Si prega di confermare la presenza cliccando “parteciperò” nella seguente pagina facebook dell’evento.

F-Gas: entro il 31 maggio la dichiarazione 2017

F-Gas: entro il 31 maggio la dichiarazione 2017

Per i gas fluorurati ad effetto serra il DPR 27 gennaio 2012 n. 43 stabilisce un sistema di comunicazione delle informazioni riguardante l’entità delle emissioni in atmosfera. La dichiarazione F-Gas e la scadenza del 31 maggio 2017.  

Per facilitare la conformità delle aziende alle normative in materia ambientale e per favorire una maggiore attenzione ai temi del riscaldamento globale del pianeta, di seguito riportiamo alcune indicazioni sui gas fluorurati ad effetto serra e sulla normativa correlata, con particolare riferimento alla prossima scadenza del 31 maggio 2017. I gas fluorurati ad effetto serra, ampiamente utilizzati in una vasta gamma di applicazioni (refrigeranti in apparecchiature di condizionamento d’aria e refrigerazione, agenti estinguenti in impianti di protezione antincendio, propellenti per aerosol medicali e tecnici, ecc.), presentano un potenziale, anche elevato, di contributo al riscaldamento globale del pianeta, determinato dall’intrappolamento della radiazione termica irradiata dalla superficie terrestre tra la superficie stessa e la troposfera (cosiddetto “effetto serra“).                             Per tale motivo, da ormai un decennio l’azione del legislatore comunitario in materia ambientale è finalizzata al contenimento, alla prevenzione ed alla riduzione delle emissioni nell’ambiente di tali gas, prima attraverso il Regolamento (CE) n. 842/2006, quindi mediante il Regolamento (CE) n. 517/2014 che ha abrogato e sostituito il precedente provvedimento.

In questo quadro legislativo, a livello nazionale italiano è in vigore da alcuni anni il decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 2012, n. 43, tramite cui il nostro legislatore ha inteso dare attuazione al Regolamento (CE) n. 842/2006.                                                                                                                                                                               Tra le varie disposizioni, il decreto stabilisce un sistema di comunicazione delle informazioni riguardante l’entità delle emissioni in atmosfera di gas fluorurati ad effetto serra da talune apparecchiature fisse, imperniato su apposite dichiarazioni annuali poste a carico delle persone fisiche o giuridiche che esercitano l’effettivo controllo sul funzionamento tecnico delle apparecchiature stesse.

Tali dichiarazioni (“dichiarazioni F-Gas“) sono disciplinate dall’articolo 16, comma 1, del D.P.R. n. 43/2012, in attuazione dell’obbligo di trasmissione delle informazioni sulle emissioni di gas fluorurati ad effetto serra previsto originariamente dall’articolo 6, paragrafo 4, del Regolamento (CE) n. 842/2006, ed attualmente dall’articolo 20 del Regolamento (CE) n. 517/2014.                                                                                                     In concreto, le dichiarazioni F-Gas devono essere trasmesse entro il 31 maggio di ciascun anno, in riferimento all’anno solare precedente, con modalità telematica attraverso la rete SINAnet dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).                                                                                                             L’obbligo di dichiarazione si applica alle seguenti apparecchiature fisse, contenenti 3 kg o più di gas fluorurato ad effetto serra:

– Impianti di refrigerazione;

– Impianti di condizionamento d’aria;

– Pompe di calore;

– Impianti di protezione antincendio.

I soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione sono individuati nella figura dell’operatore, inteso quale il proprietario dell’apparecchiatura o dell’impianto, qualora non abbia delegato ad una terza persona l’effettivo controllo sul funzionamento tecnico degli stessi.                                                                                                                         Alla luce di quanto sopra esposto, entro la scadenza del 31 maggio prossimo gli operatori hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione F-Gas 2017, riferita all’anno 2016, per le apparecchiature di propria competenza; la dichiarazione deve tra l’altro riportare i dati identificativi di ciascuna apparecchiatura, incluse le quantità di gas eventualmente aggiunte, recuperate o eliminate nel corso dell’anno, con indicazione delle relative motivazioni.

Per quanto concerne gli aspetti sanzionatori, le sanzioni relative alla mancata, incompleta o inesatta trasmissione delle informazioni previste dalla dichiarazione F-Gas sono determinate dal decreto legislativo 5 marzo 2013, n. 26, recante “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al Regolamento (CE) n.  842/2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra”. In particolare, sono previste sanzioni amministrative pecuniarie per un importo compreso tra mille e diecimila euro (articolo 6, commi 3 e 4 del D.Lgs. n. 26/2013).

In conclusione, per completezza di informazione, appare opportuno evidenziare che la presentazione della dichiarazione F-Gas costituisce solamente uno degli adempimenti disposti dalla vigente normativa ambientale a carico degli operatori delle apparecchiature fisse contenenti gas fluorurati ad effetto serra; gli altri principali obblighi, talvolta modulati in funzione della quantità di gas presenti nelle apparecchiature, riguardano in sintesi:

– Il ricorso a personale o imprese qualificate (in possesso di apposito certificato) per l’installazione, la manutenzione e la riparazione delle apparecchiature;

– La prevenzione e la riparazione di eventuali perdite di gas dalle apparecchiature;

– L’esecuzione di regolari controlli periodici delle perdite di gas dalle apparecchiature;

– L’installazione sulle apparecchiature di sistemi di rilevamento delle perdite di gas;

– Il corretto recupero dei gas fluorurati utilizzati quali refrigeranti o estinguenti all’interno delle apparecchiature;

– La tenuta di appositi registri a corredo delle apparecchiature.