IL RUOLO DEI SISTEMI DI GESTIONE NELLA PREVENZIONE DELLA CRISI D’IMPRESA

IL RUOLO DEI SISTEMI DI GESTIONE NELLA PREVENZIONE DELLA CRISI D’IMPRESA

Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 febbraio 2019 entrerà in vigore 18 mesi dopo la sua divulgazione, ossia ad agosto 2020, secondo quanto previsto dall’art. 389 del D. Lgs. n° 14 del 12 gennaio 2019. Sempre nell’articolo appena menzionato, ma nel suo 2° comma, vengono poi elencate delle eccezioni che sono entrate in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione tra cui rientrano gli articoli: 377 “Assetti organizzativi societari”, 378 “Responsabilità degli amministratori”, 379 “Nomina degli Organi di controllo”. In via generale la disciplina in questione prevede delle variazioni nella gestione giudiziale della crisi d’impresa (ad es. eliminazione del termine fallimento) e una serie di adempimenti finalizzati a valutare l’andamento della gestione, l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa e l’equilibrio economico-finanziario.

Nello specifico l’art. 379, com.1, prevede obbligatoriamente la nomina di un organo di controllo o del revisore se l’azienda:

 – E’ tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

 – Controlla una società  obbligata alla revisione legale dei conti;

 – Ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

– il totale dell’attivo dello stato patrimoniale è maggiore di 2 milioni di euro;

– i ricavi delle vendite e delle prestazioni superano i 2 milioni di euro;

– i dipendenti occupati in media durante l’esercizio superano le 10 unità.

Nel terzo comma, però, viene specificata l’eccezione per le Società a Responsabilità Limitata e Società Cooperative che dovranno provvedere a nominare l’organo di controllo o il revisore e, se necessario, modificare lo statuto entro il 16 dicembre 2019; scaduto tale termine le aziende non ancora adeguate rischieranno sanzioni che secondo l’art. 2631 del c.c. vanno da € 1.032 a € 6.179In ogni caso l’obbligo cessa quando almeno per tre esercizi consecutivi non viene superato alcuno dei predetti limiti.

L’organo di controllo, interno o esterno, dovrà effettuare monitoraggi con cadenza trimestrale in modo da verificare periodicamente gli indicatori che potrebbero portare ad un’eventuale crisi aziendale. L’articolo 14 del codice della crisi d’impresa dispone che gli Organi di controllo societari, il revisore contabile e la società di revisione, hanno l’obbligo di:

  Verificare se l’assetto organizzativo dell’impresa è adeguato;

 – Se sussiste l’equilibrio economico finanziari;

 – Segnalare immediatamente all’organo amministrativo l’esistenza di fondati indizi della crisi.

Il Significato di “assetto organizzativo adeguato” è da rintracciare nell’articolo 2089 del codice civile rubricato “gestione dell’impresa”, dove, nel secondo comma viene definito che l’imprenditore ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa.

 Verificare l’adeguatezza del proprio assetto organizzativo significa definire:

 1. Ruoli, responsabilità, funzioni e processi;

 2. Un sistema di governance e di conformità (compliance normativa);

 3. Un sistema contabile costantemente aggiornato e controllato

Assetto organizzativo adeguato significa avere una STRUTTURA ORGANIZZATIVA ed un SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO efficaci utilizzando gli strumenti tipici dei SISTEMI DI GESTIONE, quali:

 – l’Analisi del Contesto (ossia avere ben chiaro l’attività realizzata e i competitors);

 – La Mappatura dei processi e delle attività;

 – La definizione ed il monitoraggio continuo di obiettivi ed indicatori per ogni processo;

 – La Valutazione del Rischio associata ad ogni processo e obiettivo.

Il concetto di adeguatezza comporta quindi la necessità di inserire un nuovo attore nell’impresa (troppo spesso sottovalutato): IL RISCHIO nelle sue declinazioni: strategico, operativo, di mercato, finanziario, di liquidità, legale e di compliance, di mancata attivazione del sistema di allerta della crisi etc. Di fatto l’ANALISI DEL RISCHIO permette all’azienda di PREVENIRE ed ANTICIPARE quelle che possono essere le CAUSE che possono generare effetti negativi sul proprio andamento.

Analizzando tali aspetti risulta evidente che l’attività di controllo può essere facilitata e supportata sia dal Modello ex D. Lgs. 231/01 (Modello di Organizzazione Gestione e Controllo), ma anche e soprattutto dall’implementazione di Sistemi di Gestione che, proprio per loro natura, risultano essere strumenti idonei ad individuare le possibili minacce e relativi trattamenti, realizzando così un approccio preventivo alla crisi d’impresa.

Per informazioni ed approfondimenti potete contattarci telefonicamente al numero 0364.538077 o scrivendo a info@studioamorini.it