LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE E LE NOVITA’ INTRODOTTE IN MATERIA DI CONTROLLI

LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE E LE NOVITA’ INTRODOTTE IN MATERIA DI CONTROLLI.

Il Terzo Settore è al centro di un’importante riforma avviata con il D. Lgs. 117/2017, anche detto Codice del Terzo Settore. Tra le numerose novità apportate rientrano i controlli, a cui sono stati dedicati l’art. 30 – Organo di Controllo – e il Titolo XI del Codice in questione (artt. dal 90 al 97 compresi).

In primis l’articolo 30: prevede l’istituzione di un organo di controllo, monocratico o collegiale, per tutti gli enti che superino i seguenti limiti: a) € 110.000,00 quale totale dell’attivo dello stato patrimoniale; b) € 220.000,00 di ricavi, rendite, proventi entrate comunque denominate; c) 5 Unità di dipendenti occupati in media durante l’esercizio. I componenti dell’organo di controllo devono essere individuati secondo quanto disciplinato dall’articolo 2397 c.c.; rispettare i canoni di compatibilità ed ineleggibilità delineati dall’art. 2399 c.c. e possono in qualunque momento svolgere attività ispettive e di controllo. Nello specifico l’articolo in questione indica le aree soggette a verifica da parte dell’Organo di Controllo:

  • Osservanza della Legge, dello Statuto e rispetto dei Principi di Corretta Amministrazione;
  • Attività di Organismo di Vigilanza ai sensi del D. Lgs. 231/2001;
  • Adeguatezza del sistema organizzativo, amministrativo e contabile, nonché sul suo concreto funzionamento.

L’organo di controllo effettua anche il controllo contabile qualora non sia stato nominato un soggetto incaricato della revisione legale dei conti o nel caso un suo componente sia un revisore legale dei conti. Esso ha inoltre compiti di monitoraggio dell’osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e attesta che il bilancio sociale venga redatto secondo le linee guida del codice in questione (art.14).

Nel concreto siamo di fronte ad una prima fase di autocontrollo.

In secondo luogo vengono aggiunte due nuove forme di controllo esterne delineate dagli articoli 93 e 97 del Codice del Terzo Settore. L’articolo 93 riguarda tutti quei controlli che vengono realizzati per accertare: a) la sussistenza e permanenza dei requisiti necessari per l’iscrizione al Registro Nazionale del Terzo Settore; b) il perseguimento delle finalità civiche; c) l’adempimento degli obblighi derivanti dall’iscrizione al Registro Nazionale; d) il diritto di avvalersi di benefici fiscali e del 5 per mille; e) il corretto adempimento delle risorse pubbliche finanziarie. Tali attività di controllo vengono effettuate dall’ufficio del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore territorialmente Competente. Invece, l’articolo 97 si occupa di disciplinare le Vigilanze esercitate dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Tali ispezioni sono finalizzate alla verifica del funzionamento del sistema del Terzo Settore e saranno realizzate attraverso un sistema di comunicazione con le Regioni che entro il 15 marzo di ogni anno dovranno indirizzare al Ministero una relazione in cui vengono rendicontate le iscrizioni al Registro Unico Nazionale.

In conclusione il sistema predisposto si fonda su una tripartizione degli accertamenti, in cui gli ETS vengono responsabilizzati attraverso l’introduzione di Organi di Controllo interno.

Appare inoltre evidente una certa sovrapposizione con altre figure di controllo già presenti in diversi enti (quali ad esempio l’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001 ed il revisore legale dei conti) che, in ottica di razionalizzazione delle risorse, potrebbero svolgere anche il ruolo di Organo di Controllo previsto dalla normativa.

 

Studio Amorini mette a disposizione la propria competenza e professionalità per affiancare le organizzazioni ad ottemperare a quanto previsto dalla Riforma del Terzo Settore.

 

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